“… un percorso a climax ha condotto Bergonzoni e le sue opere nell’alto cuore del tragico. Gli spettatori e le spettatrici non hanno mai smesso un attimo di ridere (questo per me era tragico), quando l’artista bolognese scatenava i suoi corpi nell’atletica e nella funambolica più antagoniste delle leggi fisiche che uno sguardo attento potesse mai cogliere. Parlo del corpo linguistico, di quello fisico, di quello emotivo, di quello spirituale.”

Giuseppe Genna
(estratto dall’articolo del 8 dicembre 2024)

Il Tavolo delle Trattative è un’installazione agita composta da otto protesi di arti inferiori. Il piano della diplomazia e del compromesso si regge sulle conseguenze più concrete della guerra: corpi feriti, vite mutilate, persone costrette a sostenere il peso di decisioni prese altrove. Nato da una richiesta di Alessandro Bergonzoni a Emergency – «Vorrei aver le gambe» – il progetto trasforma la mutilazione in una possibilità di incontro, confronto e pace.

Unire arti ad arte. Trasformare mutilazioni in azioni.

Il 28 giugno 2026 sono stato ospite della trasmissione IN ONDA, condotta da Marianna Aprile e Luca Telese, per presentare il Tavolo delle trattative in esposizione al Parlamento Europeo di Bruxelles.

Un altro modo di scoprire le vicinanze e non coprire le distanze, tra chi fruisce della cultura liberamente e chi in un determinato momento della vita ne sarebbe quasi completamente fuori.
Ogni singola persona sarà accompagnata alla notte con ben altro suono e atmosfera. Perché solo la musica oltretutto può essere “capita” da gente delle nazionalità più diverse.

Chi è dentro é dentro chi è fuori è fuori.

Clicca sull’immagine, per effettuare il download del Certificato.

Mercoledì 1 aprile 2026 sono stato ospite di Jacopo Veneziani, nel suo programma “Vita da artista” dedicata a Giorgio Morandi, in onda su Rai Tre.

Dopo 423 giorni Alberto Trentini è libero. Nella puntata intitolata “Salvezza” de Il cavallo e la torre la prima dichiarazione pubblica della mamma Armanda Colusso e dell’avvocata della famiglia, Alessandra Ballerini. Marco Damilano mi ha chiesto quale sia stato il primo pensiero la mattina del 12 gennaio 2026 quando ho saputo che Alberto era stato liberato e chi va ringraziato per la sua liberazione. In chiusura il pensiero di Mauro Biani.

Il 18 ottobre 2025 ho promosso questo importante evento, insieme al Cardinale Matteo Zuppi, parte di un progetto più esteso realizzato dalla Camera Penale di Bologna, la sezione Borgo Panigale Emilia Ponente del Lions Club, Extrema Ratio e l’Ordine degli Avvocati di Bologna, con il patrocinio del Comune di Bologna.

Nel cuore simbolico della città è stata esposta una cella carceraria a grandezza reale, fedelmente arredata e ricostruita, liberamente visitabile, per avvicinare la società civile alla difficile condizione di migliaia di persone detenute nelle nostre carceri cronicamente sovraffollate, spesso in condizioni che il Presidente della Repubblica Mattarella ha più volte definito non degne di un paese civile.

Il 3 ottobre 2025 sono stato ospite della trasmissione IN ONDA, condotta da Marianna Aprile e Luca Telese, per lanciare un appello a favore di Alberto Trentini, detenuto a Caracas da oltre 300 giorni.

Vorrei che le nostre terminazioni nervose fossero collegate alla sterminazione di Gaza. Vorrei lasciare un respiro sospeso per chi non respira più. Non posso più accettare che tutti restino spettatori – o, peggio, “aspettattori“: aspettiamo solo che la tragedia arrivi vicino a noi per sentirla davvero.

“Leggere, leggermente, compagine. Sarà un’unica serata per far le analisi delle veci: chi ci sostituisce quando siamo fuori di noi e cosa ci attende quando si torna in sé. Momenti archimedici, perché, avvolte, le cose cambiano.”

Mercoledì 14 maggio 2025 sul palco dell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, Alessandro Bergonzoni, un vero e proprio funambolo delle parole, delle quali riesce sempre a portare alla luce il senso più vero e spesso nascosto, e Antonello Salis, il grande jazzista maestro nell’arte dell’improvvisazione che abbraccia la sua fisarmonica diventando un corpo unico col proprio strumento. Una session di suoni e di significati che ci condurrà verso destinazioni imprevedibili.

La Fondazione Mudima è lieta di ospitare nei propri spazi la mostra di Alessandro Bergonzoni e Bill Viola. L’idea di mettere insieme questi due artisti è venuta al curatore Davide Di Maggio perché entrambi, seppure di formazione e provenienza diverse, si sono sempre occupati della condizione umana, dell’incertezza e del rischio che caratterizzano l’avventura dell’uomo nel cosmo. Entrambi hanno avvertito l’angoscia che immancabilmente sale dalle profondità dell’essere e le hanno dato voce e immaginazione.

L’uomo è una creatura che nasce debole, fragile, nuda, priva di difese naturali e bisognosa, più di qualsiasi essere, dell’aiuto dell’altro da sé. Neppure l’istinto gli viene in soccorso, non avendo l’uomo la sicura determinazione degli animali, dal momento che l’intelligenza parrebbe fatta apposta per confonderlo nel dubitare incerto.
La mostra si svolge in tre momenti e spazi differenti. Le installazioni di Bergonzoni occupano i primi due piani ed è solo alla fine che Bill e Alessandro si incontrano idealmente, ma volutamente, in quella destinazione metaforica e metafisica che è soglia tra invisibile inviso e visibile.

Le fotografie sono di Fabio Mantegna.

“Per non lasciare in fondo a quel Mar di Nessuno gli ennesimi annegati al largo di Pylos, che nessuna terra ritiene suoi perché fuori dalle acque territoriali, dove sarebbero stati trascinati appunto per scaricare ogni responsabilità ad altri lasciandoli affondare e morire (non scaricando l’imbarcazione né mettendola in sicurezza). Per sentire il suono del loro silenzio e almeno dare fiato ad un altro respiro, quello che faremo noi per loro, come fosse un unico polmone. La Sostituzione greca maltese italiana e soprattutto europea ha fatto si che a questa strage già si sia sostituita altra attualità, avvenimenti , cronache e fatti che mettono ancor più in “fondo”, nella abitudinaria scordanza di ciò che non fa più notizia, i loro corpi abissali.

Per chi vuole continuare a sentire quelle vite come la propria, e percepire che i loro pensieri, volti, storie ed anime, non possono essere, almeno quelle, più soffocate. Ho pensato allora di “orchestrare” una azione artistico civile ma non meno spirituale , per silenzi e suoni :campane, a morto, che raggiungeranno chiunque vorrà, chi non cerca di nascondersi dietro una mano, la terza mano: la mancanza. Mancanza di responsabilità politica e sovrumana di tutti i paesi europei, ma soprattutto mancanza di vergogna, di senso di colpa, di scuse, soccorsi , aiuto sensibilità, e di amore e di sacro.

Nessuno farà discorsi, non ci sarà un palco o una manifestazione: chi vorrà e potrà, ascolterà i rintocchi per ognuno di essi, per rendere manifeste, presenti e vive in eterno, le loro esistenze in noi e almeno nell’universo; dato che il mondo i suoi continenti e nazioni, sembra non ne vogliono più far parte, autoseppellendosi così a loro volta. Ringraziandovi di condividere in qualsiasi modo possiate questo gesto. Mio nostro e di tutti i non più “invisibili”.

Articoli dalla mia penna e da altre.
Dedicati a pensieri, attività, eventi, spettacoli, arte e impegno sociale

Filmati e risorse dalla rete relative alle mie incursioni.