La passione. Cos'è? Quand'è che nasce? Come si sviluppa? Quali e quante persone coinvolge? E' totale o parziale? Ammette concessioni o è totalitaria? Questa è la passione di Bergonzoni: perché escludervi e non farvi partecipi?

Alessandro Bergonzoni. un nome, un cognome, una chioma di capelli, un quarantasei e mezzo di piede ed uno "slang" inimitabile, garanzia di una simpatia assoluta, genuina.
Già. Oltre al successo che da anni lo accompagna sui palcoscenici di tutta Italia, l’attore scrittore bolognese ha scelto da qualche anno il monomarca del cavallino rampante per proseguire la sua singolare esperienza agonistica sulle quattro ruote.
Dopo l’apprendistato effettuato nel 1998 con il team dell’ing. Mario Vincenzi, alessandro anche in questa stagione ha difeso brillantemente i colori della concessionaria milanese "Rossocorsa", dimostrando di aver portato atermine quel processo di maturazione agonistica che gli ha consentito di raggiungere durante la stagione appena conclusa qualche notevole exploit.
Così tra una sessione di prove e l’altra, sotto la tenda Ferrari al riparo dal solleone estivo, stuzzicando i salumi di Maletti e sorseggiando un calice di Bisol, alessandro si è sottoposto ad una vera e propia "tortura", accettando un’intervista semiseria con tema la sua stagione nel "Challenge Ferrari".
D: Alessandro innanzitutto complimenti
per la tua stagione.
Sei cresciuto tantissimocome rendimento rispetto agli anni passati.
A cosa si deve questa trasformazione da "pilota-comico" a "comico-pilota"?
Forse i suggerimenti di quella "vecchia volpe" di Beppe Schenetti
iniziano a funzionare?
R: Beppe Schenetti è
sicuramente uno dei personaggi più importanti in queste mie stagioni
corsaiole…Un ispiratore più che una "vecchia volpe".
Anzi direi che è una volpe sempre
verde, che non perde né pelo né vizio, né caio ne tizio.
Poi quattro anni di "Challenge"
e la mia grande resistenza fisica insieme all’adrenalina , sbirulina, sganapina.Un
discorso a parte merita poi l’importantissimo team.
Una dirigenza lungimirante e generosa,
unita ad uno staff di meccanici disponibili e praparati ed un Direttore
Sportivo, Tiziano Minuti, davvero impareggiabile.
D: Enzo Ferrari diceva che la vittoria
più bella sarebbe stata la prossima.
Fermo restando che per tutti i
concorrenti è sempre difficile conquistare anche solo una manche
del Challenge e mentre attendiamo la Tua prima vittoria (…ma quando??..),
quale ritieni sia stata la Tua migliore esibizione in pista da quando corri
con il cavallino?
R: Indubbiamente la prima
di quest’anno al Mugello. E per ottenerla ho dovuto mescolare un pizzico
di fortuna, un pugno di tenacia, una manciata di coraggio, 7 Kg. Di passione
(…che per un povero Cristo come me non sono niente male…) e 3 tonnellate
di voglia.
D: La pista come palcoscenico, o
il palcoscenico come la pista?
Raccontaci brevemente attraverso
un’anedoto cosa accomuna questi 2 incredibili elementi che Ti vedono protagonista
sempre e comunque con grande successo.
R: Aneddoti?…Si…Un giorno
per strada mi fermano 2 agenti di polizia per un normale controllo. Uno
dice all’altro: Sai chi è questo? L’altro risponde: Si è quello
che corre in Ferrari! No è un comico…!
Il problema è che il pubblico,
dopo vent’anni di lavoro e quattro di corse con la Ferrari, comincia a fare
confusione…
La mia vita è un andirivieni continuo,
tipo l’elastico di una fionda… quando corro torno alla sera a Bologna per
lavorare in teatro… cambio le valige… In teatro uso una tuta di colore blu,
mentre in pista è rossa.
Così poi non capisco se ridono
per quello che scrivo o per come guido… scrivo anche mentre guido… e credo
che i risultati si vedano…
D: Tra i tuoi colleghi di pista probabilmente
ne esiste qualcuno che potrebbe recitare in teatro, magari Claudio Turrini…
R: Claudio indubbiamente è
una vera cartolina viaggiante, una sorta di cartone animato, lo Jean Paul
Belmondo della bassa Modenese, e poi va davvero fortissimo…
Ecco in elenco alcuni personaggi protagonisti
del "Challenge". Alessandro prova ad esprimere per ognuno di loro
un giudizio, un’aggettivo, una battuta. Iniziamo con antonio Ghini.
R: Antonio Ghini, un giovane
maturo, un saggio che gioca a giocare mentre fa quello che deve fare… la
"torre" portante, un alfiere, … un re della comunicazione tra
le bandiere a scacchi di ogni corsa…
D: Gigi Gai…
R: Un signore fuori e dentro,
anche in terrazza. Una bella famiglia. Divertente e paziente anche quando
lo chiamo "Topo Gigi" (Con tutto il rispetto…).
N.B… per fortuna non pensa solo al lavoro…
D: Beppe Schenetti…
R: Raro caso di intelligenza
e agonismo, ed a differenza di altri poco edonismo, vincerà sempre,
anche fuori dallo sport.
Con Lui siamo veramente amici.
D: Claudio Turrini…
R: … una "rude"
rivelazione avventurosa…
D: Roberto Ragazzi…
R: …un bruciatore di tappe…
(…non inteso nel senso di donne bassine…)
D: Enzo Saluto…
R: …Parte funicolì,
arriva funicolà…sempre più veloce…
D: Stefano Livio…
R: …goliardico anzichenò…
forse troppo concentrato…
D: Un’ultima cosa Alessandro poi
ti lasciamo tornare alla Tua 355 che ti attende ansiosa di nuove emozioni.
Cosa si prova ad essere per certi
versi compagno di squadra di un certo Schumacher?
R: Bisognerebber piuttosto
chiedere a Lui cosa si prova ad essere "nostro" compagno di squadra…..
Comunque se proprio Ti devo dire cosa si prova, si prova, si prova… ma come
Lui non ci si riesce… anzi si esce, poi si riesce…
Grazie Alessandro. E giù il destro!




