Alessandro Bergonzoni

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Interventi
Voglio Diventare l'Unità del 09, Ottobre 2013
Disobbedienti Il Fatto Quotidiano, 25 Febbraio 2011
Maledetti Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2011
150 Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2011
Onore Il Fatto Quotidiano, 18 marzo 2011
Famiglia Il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2011
Ottimismo Il Fatto Quotidiano, 1 aprile 2011
Esule Il Fatto Quotidiano, 8 aprile 2011
Combattenti Il Fatto Quotidiano, 15 aprile 2011
Articolo di Natale Sole 24 Ore Supplemento Cultura del Sole 24 Ore, 24 12 2011
In che stato? Repubblica Bologna, 9 Febbraio 2011
Cari Fazio e Saviano Vita, 26 Novembre 2010
Morti si nasce, vivi si diventa! Giudizio Universale, dicembre 2007 gennaio 2008  tratto dal testo immaginario di Alessandro Bergonzoni: “Part’oriente.”
Possiamo volere? La Repubblica Bologna, 15 aprile 2006
Abbasso l’ironia evviva la fantasia La Repubblica Bologna, 6 maggio 2006
Pantani Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione, 21 aprile 2004
Noi chi. (ovvero coloro che potrebbero dare
un calcio a certo sport)
Diario numero 42, 2003
In attesa di prossimi funerali immani
(elogio alla commemorazione da vivi)
Diario numero 10, 2003
Inedito

In che stato?

Repubblica Bologna, 9 Febbraio 2011

 

 

In che stato?

Quali organi governano questo stato, vegetativo. Quali le regole, i codici, le procedure e come o quando si eleggono i propri rappresentanti, cioe’ chi parla per te? Chi e’ stato? Prima dello stato Italiano c’e’ uno studio da fare sullo stato delle cose, sul governo e sul parlamento dello stato interiore (e non inferiore), su un mondo che non si vede, sulla condizione invisibile che ci allontana e ci avvicina all’incredibile, all’inconcepibile, all’inaudito, all’impensabile (da cui deriva l’abile l’amabile l’inguardabile il disabile e l’incolmabile…). Non voglio dividere in fazioni come Pro-vita e no, non voglio un contro, (non si può più sentir dire “in quelle condizioni possono partorire” né ”così meglio morire subito”); ora più che mai necessita una “tavola rotonda e profonda”, sui concetti di fine, utile, vivo, vegeto, inerte e questa tavola la deve apparecchiare ognuno di noi ben prima dei fatti della cronaca, della giurisprudenza, della religione,  della scienza o dei partiti.Concetti come silenzio, assenza, diversità, paura, cambiamento sono come enormi aerei che richiedono per atterrare e essere tradotti, piste lunghissime e questo e’ il lavoro che deve fare ognuno di noi ogni attimo: allargare la strettoia del pensare, ingrandire la ricerca ulteriore ed interiore  che purtroppo comincia solo se siamo coinvolti  e colpiti dal dramma o dall’accadimento. Qualsiasi testamento si voglia fare o destino scegliere quando sarà il momento, è importante lavorare prima anche su altri momenti, su altre inquadrature che possono farti scoprire condizioni dell’essere e dell’esistere che nessuno ti aveva mai raccontato.Questo non per convincere ne per vincere, non per battere e aver ragione ma per sapere un’altra lingua oltre la nostra, per udire e captare altri toni sinfonie diverse (come “Nessun Dogma….).Lo so che è tutto più chiaro quando un Pistorius ci narra le sue gesta di un “Super tornato come noi”(o anche meglio)… Il problema e la complessità nasce quando magari la tua vita non torna ne come ne meglio di prima e anzi promette stasi mimica e suoni inascoltabili o impercepibili: lì ci si deve incontrare (con se stessi o con altri) a leggere, a disegnare, a scolpire, a recitare, a scrivere, a pensare “anche di altro  stato”.Molto difficile farlo quando l’idea di corpo, di produzione, di successo, di bellezza, di campione, di bravura allaga spesso il nostro Stato, dissangua parole e concetti per trasfusioni di poco e di leggero, quando da molto tempo tutti noi ci accontentiamo di scaramanzia o auting di attualità, o effetti-fiction della vita informativo mediatica.

Alla ricerca di nuovi palinsesti culturali, antropologici, spirituali, filosofici e artistici, aspettiamoci in altri dove.

Alessandro Bergonzoni