
Intervista del 01/04/2002
a:
"Il Fatto" di Enzo Biagi
La Pasqua di Bergonzoni

Alessandro Bergonzoni è un attore comico. Anzi è un comico
che sa fare un uso strampalato e sorprendente della parola. Mette l'assurdo
in un discorso che sembra logico e riesce anche a far ridere, che è
uno degli esercizi più difficili al mondo.
:: Alessandro Bergonzoni, che sorpresa c'era nel suo uovo di Pasqua?
Ho trovato un piccolo strumento per suonare tra le nuvole: il "violoncielo".
Ho trovato un centrotavola, così basta togliere la tavola e sono
in centro. Ho trovato una leva del cambio, così per cambiare, e,
soprattutto, ho trovato una caramella alla benzina per smettere di fumare.
:: Cosa
le sarebbe piaciuto trovare invece?
Una cosa che cerco da tantissimi anni: il calzascarpe in carta vetrata del
divino "Moccasso" e del figlio piccolino, "Moccassino".
E poi, se posso aggiungere - non vorrei interrompermi - sicuramente vorrei
trovare dei fondi per la costituzione del mio ospedale fatto di persone
che non hanno mai avuto incidenti e stanno bene: l'"Ospedale grandi
illesi".
:: Lei
ha lavorato nel film "Pinocchio" con Roberto Benigni. Avete detto
delle bugie?
Io spero che lui non abbia detto la bugia che io ho lavorato con lui, perché
se a Natale non ci sono mi dispiacerebbe. Io le devo dire che...vigliacca
della portinaia se abbiamo detto delle bugie, perché abbiamo il privilegio
di dire le bugie. Un artista, uno scrittore, un teatrante dice delle bugie.
Le bugie che ha detto Benigni in questo film sono meravigliose, pregeppettiane,
ancor prima di Pinocchio. E questa è anche la sua forza. È
una forza anche mia, più in piccolo, prepotente, di dire delle bugie
che inventano, perché la bugia è alla base dell'invenzione
e della creatività, del non reale; e questo è fondamentale.
Marx ha detto delle bugie, Calvino ha detto delle bugie o non crederemmo
mai alle sue città invisibili. Ho bisogno di dire delle bugie, ma
non per vivere meglio, ma per andare in una terza, quarta dimensione, che
è quella dell'irreale e dell'immaginario, del fantastico, dell'affascinante,
del sensuale, l'erotismo del pensiero che non è assolutamente bianco
o nero.
:: E
a proposito di bugie, ne ha sentita in giro qualcuna in questi giorni?
Ne ho sentite tante: sulla solidarietà, sulla verità, sulla
medicina, quando molti medici credono di dire la verità dicendo la
verità, quando nemmeno loro possono sapere qual è la verità.
Ne ho sentite sul concetto di morte, di destino. Hanno detto già
quali sono i destini: si benedice, si maledice già una vita. Spesso,
spessissimo. Ne ho sentite sul concetto di violenza, dicendo che questa
non è violenza, quando invece è soltanto un'idea in un certo
modo... è una violenza spropositata. Le bugie sono meravigliose nell'ambito
artistico, creativo. Non le voglio nell'ambito dei tribunali, negli ospedali,
nell'ambito della solidarietà totale, e anche dell'informazione...obbligatoria
a tutti i costi. Spesso dover informare chiunque quantunque è volgare,
violento. Ho sentito gente che fa la tv verità parlando di una famiglia:
di un padre, di uno zio, di un nonno. Parlando di intimità che non
ci interessano più. E quella televisione noi la dobbiamo spegnere,
non guardare. Questa è la grande verità. La bugia è
guardarla.
:: Com'è
la vita italiana vista da un comico?
È una vita che và reinventata, che necessita di fantasia,
d'immaginazione. Non può più, un comico, pensare alla vita
italiana, pensando soltanto a prenderla in giro, farne la parodia, farne
il verso. Bisogna creare la vita italiana, reinventarla, ripensarla. Il
pensiero è un organo tattile importante, sensuale, indistruttibile,
immortale. Questo và usato molto di più: così forse
ricostruiamo una vita italiana.
:: Perché
lei non fa televisione?
Non faccio televisione perché non sono capace di fare televisione,
perché la televisione spesso è obbligatoria: si chiama "tv
dell'obbligo". E io odio le cose dell'obbligo. La televisione non si
sceglie, si subisce. Il cinema si sceglie, la radio si sceglie. La televisione
è una grossa fatica. Io credo che la televisione vada guardata ma
non accesa.
:: Grazie.
Grazie a lei e, soprattutto, grazie a tutti i pensatori di frodo e a quelli
che invece di essere furiosi sono curiosi.